Di seguito viene riportato il mio intervento tenuto in Consiglio Comunale a Casale Monferrato il 18 novembre 2013 non riportato dai giornali!
Questa volta il discorso tenuto sarà stato troppo scomodo?
Io rimango dalla parte della gente.
Il testo integrale:
Buonasera a
tutti i colleghi .
Signor
Sindaco questa sera è la serata del grande dibattito.
L’esito del mio voto sarà
strettamente correlato con l’andamento della discussione.
Ho mantenuto
un atteggiamento di collaborazione con l’Amministrazione per coerenza con il
percorso fatto nella legislatura, ma dopo la presente discussione sul bilancio
mi sento libero di compiere le mie scelte in piena autonomia.
Scelte che
saranno dettate sempre dal buonsenso e che corrisponderanno ai miei
orientamenti. Voglio combattere per il rinnovamento, per il ricambio
generazionale, per le nuove idee innovative, per le nuove prospettive, per un
futuro migliore.
Come avevo
anticipato durante il Consiglio durante i primi mesi di quest’anno, non mi
riconosco più nel mondo da cui provenivo ed in questi anni ho rielaborato il
percorso educativo tramandatomi dall’intellettuale che è stato mio nonno Jean
cercando di comprendere quali siano stati i valori che mi ha trasmesso.
Signor
Sindaco questo è un bilancio modesto, tecnicamente inappuntabile, ma
politicamente debole.
I cittadini
credono ancora nella pubblica Amministrazione perché hanno la speranza di un
futuro migliore ed hanno aspettato, ma la ricompensa deve rendere molto più che
meritevole l’attesa.
Questo
bilancio, perfetto nei numeri, non da contributo alcuno alla ripresa economica
della Città.
Le persone non lavorano, fanno fatica ad arrivare a fine mese, e
mentre noi siamo qui a leggere i numeri riusciamo a pensare anche alla gente comune che sprofonda negli abissi
della disperazione?
Era nata
un’agenzia per lo sviluppo che era stata salutata con grandi prospettive, ma
alla fine è rimasta lettera morta.
Di nuovi
insediamenti produttivi che favoriscono l’occupazione giovanile non vi è
l’ombra, anzi la disoccupazione tra i giovani della mia generazione dilaga. Ma
siamo dottori Signor Sindaco.
Si volevano
creare nuovi posti di lavoro intraprendendo grandi progetti nell’area ex Demar,
ma si è già in ritardo. Il cantiere possiamo chiamarlo cantiere fantasma.
Nella mia
cultura, aggiungo, la sicurezza non è solo un valore politico, ma
prevalentemente umano. Ho presentato un’interrogazione a riguardo agli uffici
mesi e mesi fa che ad oggi non è ancora stata discussa. Grande il mio disagio
su questo argomento perché l’Amministrazione tratta l’argomento in modo
strumentale ad avere un ritorno d’immagine, mentre interi quartieri popolari
continuano a vivere nel timore. Come avviene nei peggiori incubi un piromane
continua a passeggiare tranquillamente per le strade della Città.
Ho sostenuto
la Sua Amministrazione Signor Sindaco, ma su certe scelte non mi sono sentito
coinvolto. Faccio l’esempio di Piazza Mazzini che ad opinione della stragrande
maggioranza dei casalesi non rispecchia le aspettative. Ci fosse stato maggiore
confronto e coinvolgimento sicuramente saremmo arrivati ad ottenere risultati
migliori.
In
conclusione è davanti agli occhi dei casalesi che è venuto meno il rilancio
della Città, ma la politica ha il compito di migliorare il futuro della gente e
non solo quello di far tornare i conti.
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