Il Consiglio del Comune di Casale Monferrato
PRESO ATTO CHE il Patto di stabilità
interno costituisce il principale strumento di controllo dell’indebitamento netto
degli Enti locali (Regioni, Province, Comuni) diretto a garantire il rispetto
del Patto di stabilità e crescita europeo.
PRESO
ATTO CHE
a partire dal 2013 e' prevista l'estensione dei vincoli del patto ad una platea
più ampia di enti tra cui i Comuni con popolazione tra i 1.001 e i 5.000
abitanti, le aziende speciali e le istituzioni e dal 2014 anche le unioni di
comuni formate da enti con popolazione inferiore ai 1000 abitanti.
VALUTATO
CHE il
suo concerto funzionamento e gli
obiettivi di saldo definiti dalle ultime manovre, stanno provocando un crollo
delle spese di investimento, pari nel solo 2010 al 16,9% in meno per i comuni e
al 15,5% in meno nelle province.
Gli enti locali realizzano oltre la metà
degli investimenti pubblici e che il patto di stabilità vincola somme che
oscillano tra gli 8 e 10 miliardi di euro impedendo agli enti locali di
immettere risorse per far ripartire il ciclo economico a sostegno di cittadini
e imprese.
Gli enti locali sopportano il 19% degli oneri
di risanamento e sono responsabili dell’11% del deficit e del 6% del debito
pubblico caricandosi proporzionalmente i maggiori oneri dello sforzo
finanziario;
CONSIDERATO
CHE in
un contesto di crisi,una ripresa degli investimenti degli enti locali
porterebbe ad un sostegno della domanda interna, dei livelli occupazionali e al miglioramento dei dati del Pil e del
deficit rispetto al quale resta l’obiettivo di sostanziale pareggio di bilancio
nel 2013;
Nelle sole città metropolitane
l’alleggerimento dei vincoli agli investimenti senza aumentare la leva fiscale
genererebbe una maggiore spesa in conto
capitale di quasi 3,5 miliardi di euro e un aumento del PIL di due decimi nel
breve periodo.
Gli enti locali sono quelli che hanno tenuto
maggiormente sotto controllo la spesa corrente e sacrificato la spesa in conto capitale per rispettare i vincoli di finanza pubblica.
Le uniche
possibilità offerte dalla normativa attuale per attenuare gli effetti
negativi del Patto sul sistema degli enti locali consistono nella regionalizzazione
del patto, sia nella variante “verticale” che “orizzontale” e nello strumento del "patto orizzontale
nazionale".
Il Patto di stabilità, basato sulla “Spesa
Storica” sostenuta dagli Enti Locali, ha avuto ripercussioni negative (in
termini di vincoli alla spesa) soprattutto sui Comuni virtuosi, mentre non è
stato in grado di sanzionare adeguatamente i Comuni non virtuosi.
Impegna
il Sindaco a
trasmettere il presente documento al Governo per chiedere:
La rimodulazione degli obiettivi assegnati al
comparto degli enti locali allo scopo di sostenere una ripresa degli
investimenti produttivi sul territorio, la tenuta sociale e i livelli
essenziali delle prestazioni erogate alla collettività e che vengano modificate
le regole del patto di stabilità interno, a partire dall’individuazione delle
tipologie di investimenti prioritari che possono essere esclusi dalla
disciplina del patto, come le spese per la messa in sicurezza delle scuole e
per le opere di bonifica
La modifica strutturale delle regole del
Patto al fine di evitare l’accumulo di residui passivi a fronte anche di
consistenti avanzi di amministrazione.
La revisione delle modalità di calcolo dei
parametri del Patto di Stabilità al fine di tenere in opportuna considerazione
la virtuosità dimostrata dall’Ente Locale.
I Consiglieri Comunali:
Luca
Servato
Riccardo
Solerio
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