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martedì 23 aprile 2013

Intervento del Consiglio Comunale del giorno 22 aprile 2013 in merito a: "approvazione rendiconto di gestione esercizio 2012".



Se è ben noto, che anche nel 2012 è continuata la crisi economica che colpisce l’Italia e quindi il Comune di Casale Monferrato.

Se è noto che oltre 50 Enti, hanno fatto istanza per accedere al fondo pre-dissesto, allora io mi chiedo 50 Enti su quanti?

Il 30 giugno 2011 secondo l’ISTAT il numero ufficiale dei Comuni Italiani è pari a 8.092 Unità amministrative. Ci riferiamo a questo numero?

Se ci facciamo forti del fatto che non si è fatta istanza per accedere ai fondi pre-dissesto occorre valutare che l’incidenza dei 50 Comuni circa che hanno richiesto di accedere ai fondi predissesto sulle 8.092 unità complessive è dello 0,61%. (Valore approssimato per eccesso).

Detto questo, il Comune di Casale Monferrato ha amministrato i soldi pubblici diligentemente, chiudendo con un consistente avanzo di amministrazione destinato a fondi vincolati e non e a fondi per finanziare le spese in conto capitale.

Ricordiamoci infatti che lo scopo del Comune non è quello di fare utile ma quello di rinvestire.

Merito all’Amministrazione per aver garantito i servizi comunali nel pessimo quadro congiunturale di questo periodo a fronte delle forti diminuzioni dei trasferimenti correnti dello Stato: dal 2010 al 2012 si evince il calo nella misura del 40%.

L’Ente grazie alla presenza di consistenti disponibilità liquide non ricorrerà ad anticipazioni di cassa evitando il pagamento degli interessi passivi sottostanti.

Obiettivo importante raggiunto grazie alle liquidità consistenti è stato quello di poter usufruire anche agli spazi finanziari concessi dalla Regione nell’ambito del patto di stabilità verticale per pagare le opere di investimento. Su 5 milioni di Euro pagati nel 2012, si son utilizzati 1,5 milioni circa per le bonifiche.

Dal 2008 al 2012 sono complessivamente aumentati gli indici della pressione finanziaria pro-capite e della pressione tributaria e tariffaria pro-capite che hanno contribuito all’aumento dell’autonomia finanziaria, tributaria e tariffaria dell’Ente.

Conseguenza necessaria scaturita dalle scelte degli organi sovra-comunali.

Le aliquote IMU risultano però essere contenute, basse se comparate a quelle dei vicini Enti Locali e al di sotto delle medie nazionali.

Detto questo ricordo che chiedere soldi a chi ne ha già pochi non è una soluzione, speriamo lo Stato presti maggiore attenzione a queste problematiche.

Nei prossimi anni sarebbe opportuno valutare maggiormente, inoltre, oltre al bilancio, la relazione legata al censimento della popolazione. E’ auspicabile avere un trend della popolazione crescente e non decrescente come quello di quest’anno.
Per queste ragioni invito l’amministrazione da oggi a mettere in atto strategie volte al reperimento di nuovo capitale umano da impiegarsi nella crescita dell’economia territoriale.
Tutto ciò detto e considerato, il gap tra preventivo e consuntivo è basso, ragione per la quale approvo questa relazione.

Luca Servato

  

martedì 30 ottobre 2012

Ordine del Giorno sul PATTO di STABILITA’ presentato il 29/10/2012



Il  Consiglio del Comune di Casale Monferrato


PRESO ATTO CHE il Patto di stabilità interno costituisce il principale strumento di controllo dell’indebitamento netto degli Enti locali (Regioni, Province, Comuni) diretto a garantire il rispetto del Patto di stabilità e crescita europeo.

PRESO ATTO CHE a partire dal 2013 e' prevista l'estensione dei vincoli del patto ad una platea più ampia di enti tra cui i Comuni con popolazione tra i 1.001 e i 5.000 abitanti, le aziende speciali e le istituzioni e dal 2014 anche le unioni di comuni formate da enti con popolazione inferiore ai 1000 abitanti.

VALUTATO CHE il suo concerto  funzionamento e gli obiettivi di saldo definiti dalle ultime manovre, stanno provocando un crollo delle spese di investimento, pari nel solo 2010 al 16,9% in meno per i comuni e al 15,5% in meno nelle province.

Gli enti locali realizzano oltre la metà degli investimenti pubblici  e  che il patto di stabilità vincola somme che oscillano tra gli 8 e 10 miliardi di euro impedendo agli enti locali di immettere risorse per far ripartire il ciclo economico a sostegno di cittadini e imprese.

Gli enti locali sopportano il 19% degli oneri di risanamento e sono responsabili dell’11% del deficit e del 6% del debito pubblico caricandosi proporzionalmente i maggiori oneri dello sforzo finanziario;

CONSIDERATO CHE in un contesto di crisi,una ripresa degli investimenti degli enti locali porterebbe ad un sostegno della domanda interna, dei livelli occupazionali  e al miglioramento dei dati del Pil e del deficit rispetto al quale resta l’obiettivo di sostanziale pareggio di bilancio nel 2013;

Nelle sole città metropolitane l’alleggerimento dei vincoli agli investimenti senza aumentare la leva fiscale genererebbe  una maggiore spesa in conto capitale di quasi 3,5 miliardi di euro e un aumento del PIL di due decimi nel breve periodo.

Gli enti locali sono quelli che hanno tenuto maggiormente sotto controllo la spesa corrente e sacrificato  la spesa in conto capitale  per rispettare i vincoli di finanza pubblica.

Le uniche  possibilità offerte dalla normativa attuale per attenuare gli effetti negativi del Patto sul sistema degli enti locali consistono nella regionalizzazione del patto, sia nella variante “verticale” che “orizzontale”  e nello strumento del "patto orizzontale nazionale".

Il Patto di stabilità, basato sulla “Spesa Storica” sostenuta dagli Enti Locali, ha avuto ripercussioni negative (in termini di vincoli alla spesa) soprattutto sui Comuni virtuosi, mentre non è stato in grado di sanzionare adeguatamente i Comuni non virtuosi.

Impegna
il Sindaco a trasmettere il presente documento al Governo per chiedere:

La rimodulazione degli obiettivi assegnati al comparto degli enti locali allo scopo di sostenere una ripresa degli investimenti produttivi sul territorio, la tenuta sociale e i livelli essenziali delle prestazioni erogate alla collettività e che vengano modificate le regole del patto di stabilità interno, a partire dall’individuazione delle tipologie di investimenti prioritari che possono essere esclusi dalla disciplina del patto, come le spese per la messa in sicurezza delle scuole e per le opere di bonifica

La modifica strutturale delle regole del Patto al fine di evitare l’accumulo di residui passivi a fronte anche di consistenti avanzi di amministrazione.

La revisione delle modalità di calcolo dei parametri del Patto di Stabilità al fine di tenere in opportuna considerazione la virtuosità dimostrata dall’Ente Locale.



I Consiglieri Comunali:
                                                                               
Luca Servato
Riccardo Solerio     

venerdì 27 aprile 2012

Segnalazione del passaggio sconnesso di Via Monteverde agli uffici

Dopo alcune segnalazioni "di vicinato" ho notificato via mail all'Ufficio di Gestione Urbana Territoriale del Comune di Casale Monferrato la presenza del passaggio sconnesso sul marciapiede in via Monteverde, affinchè si possa risolvere il disagio.




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Omaggio a Jean Servato e Idro Grignolio