Se è ben noto, che anche nel 2012 è continuata la crisi economica che colpisce l’Italia e quindi il Comune di Casale Monferrato.
Se è noto che oltre 50 Enti, hanno fatto istanza per
accedere al fondo pre-dissesto, allora io mi chiedo 50 Enti su quanti?
Il 30 giugno 2011 secondo l’ISTAT il numero ufficiale dei
Comuni Italiani è pari a 8.092 Unità amministrative. Ci riferiamo a questo
numero?
Se ci facciamo forti del fatto che non si è fatta istanza
per accedere ai fondi pre-dissesto occorre valutare che l’incidenza dei 50
Comuni circa che hanno richiesto di accedere ai fondi predissesto sulle 8.092
unità complessive è dello 0,61%. (Valore approssimato per eccesso).
Detto questo, il Comune di Casale Monferrato ha
amministrato i soldi pubblici diligentemente, chiudendo con un consistente
avanzo di amministrazione destinato a fondi vincolati e non e a fondi per
finanziare le spese in conto capitale.
Ricordiamoci infatti che lo scopo del Comune non è quello
di fare utile ma quello di rinvestire.
Merito all’Amministrazione per aver garantito i servizi
comunali nel pessimo quadro congiunturale di questo periodo a fronte delle
forti diminuzioni dei trasferimenti correnti dello Stato: dal 2010 al 2012 si
evince il calo nella misura del 40%.
L’Ente grazie alla presenza di consistenti disponibilità
liquide non ricorrerà ad anticipazioni di cassa evitando il pagamento degli
interessi passivi sottostanti.
Obiettivo importante raggiunto grazie alle liquidità
consistenti è stato quello di poter usufruire anche agli spazi finanziari
concessi dalla Regione nell’ambito del patto di stabilità verticale per pagare
le opere di investimento. Su 5 milioni di Euro pagati nel 2012, si son
utilizzati 1,5 milioni circa per le bonifiche.
Dal 2008 al 2012 sono complessivamente aumentati gli
indici della pressione finanziaria pro-capite e della pressione tributaria e
tariffaria pro-capite che hanno contribuito all’aumento dell’autonomia
finanziaria, tributaria e tariffaria dell’Ente.
Conseguenza necessaria scaturita dalle scelte degli
organi sovra-comunali.
Le aliquote IMU risultano però essere contenute, basse se
comparate a quelle dei vicini Enti Locali e al di sotto delle medie nazionali.
Detto questo ricordo che chiedere soldi a chi ne ha già
pochi non è una soluzione, speriamo lo Stato presti maggiore attenzione a
queste problematiche.
Nei prossimi anni sarebbe opportuno valutare
maggiormente, inoltre, oltre al bilancio, la relazione legata al censimento
della popolazione. E’ auspicabile avere un trend della popolazione crescente e
non decrescente come quello di quest’anno.
Per queste ragioni invito l’amministrazione da oggi a
mettere in atto strategie volte al reperimento di nuovo capitale umano da
impiegarsi nella crescita dell’economia territoriale.
Tutto ciò detto e considerato, il gap tra preventivo e
consuntivo è basso, ragione per la quale approvo questa relazione.
Luca Servato
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