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giovedì 22 novembre 2012

Ordine del Giorno presentato il 22 novembre 2012 in Comune a Casale Monferrato

ORDINE  DEL GIORNO

 “Imposta Municipale Propria”
 
Il consiglio comunale di Casale Monferrato


PREMESSO CHE

-         il Decreto Legge n. 201 del 6 dicembre 2011, convertito nella Legge n. 214 del 22 dicembre 2011, ha anticipato l’avvio sperimentale della nuova Imposta Municipale Propria, al 1° gennaio 2012, senza alcuna concertazione reale con le Associazioni rappresentative delle Autonomie Locali;

-         che le suddette disposizioni hanno modificato parti importanti del precedente Decreto Legislativo n. 23 del 14 marzo 2011, istitutivo del nuovo Federalismo Fiscale Municipale, eliminando l’esclusiva competenza del tributo a favore dei Comuni Italiani e introducendo una compartecipazione statale al gettito dell’imposta e nuovi vincoli centralistici, in palese contrasto con il principio dell’autonomia impositiva;

-         che il Decreto Legge n. 16 del 2 marzo 2012, convertito nella Legge n. 44 del 26 aprile 2012, ha violato la potestà regolamentare degli Enti Locali, eliminando l’articolo 59 del Decreto Legislativo n. 446 del 15 dicembre 1997 e ha introdotto ulteriori modifiche normative che incidono nella difficile quadratura dei conti dei bilanci preventivi 2012, generando incertezza sulle entrate e sui flussi finanziari;

-         che le scelte del Governo approssimative e contraddittorie, stanno generando difficoltà operative nel prossimo pagamento dell’acconto dell’Imposta Municipale Propria da parte dei Cittadini, con possibili contrazioni dei flussi di entrata;
 
CONSIDERATO CHE

-         su un gettito complessivo dell'imposta stimato in poco più di 21 miliardi di euro, circa 12 andranno allo Stato, sia sotto forma di tagli ai trasferimenti che sotto forma di interventi sul fondo di riequilibrio, mentre i Comuni, che dovrebbero ricevere circa 3,2 miliardi dal gettito sulla prima casa finiranno per perderne 2,5 a causa dei tagli operati con le ultime manovre;

-         la sommatoria dei tagli delle ultime leggi finanziarie determina l’impossibilità oggettiva per i Comuni Italiani di mantenere il livello minimo dei servizi richiesti dalle collettività amministrate, di garantire gli equilibri di bilanci e il rispetto del parametri previsti dal patto di stabilità interno;

-         che il Governo con il Decreto Legge n. 16 del 2 marzo 2012, convertito nella Legge n. 44 del 26 aprile 2012, si è riservato il diritto di modificare le aliquote base entro il 10 dicembre 2012, a soli 7 giorni dalla scadenza del saldo, con il rischio di generare ulteriore confusione e difficoltà di calcolo da parte dei cittadini;

-         Le visure catastali di alcuni territori potrebbero risultare non veritiere in quanto incomplete.

Impegna
il Sindaco a trasmettere il presente documento al Governo per chiedere:

1.   il diritto dei Comuni a regolamentare l’Imposta Municipale Propria, ripristinando la piena potestà regolamentare prevista dagli articoli 52 e 59 del Decreto Legislativo n. 446 del 15 dicembre 1997;

2.   che il fondo sperimentale di riequilibrio sia in grado di garantire, con adeguate risorse statali, i disequilibri finanziari territoriali che deriveranno agli Enti Locali, a causa delle superficiali e approssimative stime nazionali del gettito 2012;

3.   l’attivazione di un percorso legislativo che attribuisca, a decorrere dal 1° gennaio 2013, l’intero gettito Imu a favore dei Comuni Italiani, intervenendo anche sulla riforma del catasto, attraverso un riequilibrio delle rendite e delle categorie catastali, che tenga conto dei diversi valori di mercato tra le diverse aree territoriali, con principi di equità fiscale;

4.   contestualmente all’intervento sulla riforma catastale, di cui al punto 3, un impegno al fine di svolgere attività di controllo finalizzata a verificare l’effettivo accatastamento di tutti gli immobili.

5.   in presenza di un gettito dell’imposta inferiore alle stime statali, l’impegno a varare misure compensative e ad apportare modifiche normative che consentano ai Comuni di rispettare i parametri del patto di stabilità evitando l’applicazione di sanzioni che rischierebbero di colpire e di bloccare l’intero sistema delle Autonomie Locali.
 
I Consiglieri Comunali:

Luca Servato
Riccardo Solerio                                                                                    






sabato 16 giugno 2012

Intervento in Consiglio Comunale a Casale M.to su "Approvazione Regolamento IMU" - [15.06.2012]


Gentili colleghi Consiglieri,
ancora una volta, in un momento di profonda crisi economica, chi governa decide o di aumentare ulteriormente le tasse o di inserirne di nuove.
Non bastano gli aumenti sproporzionati delle tasse sui beni di prima necessità?
Ci chiediamo quali imposte, tributi e accise si pagano attualmente o si pagheranno probabilmente in un futuro prossimo grazie al decreto salva-Italia n° 201 del 2011, convertito nella legge n° 214 del 2011? 

Analizzando si possono conteggiare:
  • L’IMU
  • l’Irpef,
  • I bolli sul conto corrente, che ormai è diventato pressoché obbligatorio,
  • Gli aumenti sui prezzi del carburante, del GPL, della benzina e del gasolio,
  • L’aumento dell’aliquota IVA,
  • L’imposta sul Trattamento di Fine Rapporto,
  • La tassa sulla fortuna,
  • L’aumento del canone RAI,
  • L’aumento delle accise sul tabacco,
  • L’aumento dei pedaggi autostradali,
  • L’aumento delle aliquote contributive per coltivatori diretti, artigiani, commercianti e autonomi.

Non continuo. Mi chiedo però: “Prof. Monti, come possiamo salvare l’Italia, massacrando il popolo?”

Aumentare continuamente le tasse non andrà certamente a creare un vantaggio competitivo alla Nazione. Se il consumo avviene in funzione del reddito percepito, meno le tasse pagate, è palesemente evidente che si può spendere sempre meno all’aumentare delle tasse. 

Ben si comprende che questo criterio d’intervento predisposto dal Governo espone la nostra economia al rischio di evocare lo spettro del “double deep”, cioè una ricaduta simile a quella del 2008.

Tassare un bene quale la Ia casa significa far pagare le conseguenze della crisi anche a chi per tutta una vita ha messo da parte, faticosamente, i soldi per acquistare la propria casa. Denaro costato tempo e sacrifici, a volte, immani.

Il problema risiede nel fatto che aumentare le tassazioni in questo modo sta influendo troppo negativamente sul circuito economico. Le persone cercano di risparmiare sempre più, consumando l’indispensabile e ciò nonostante, nella maggior parte dei casi i soldi non bastano per arrivare a fine mese. 

Consumare meno significa far diminuire la domanda aggregata, far diminuire il PIL, aumentare la disoccupazione. Quale futuro abbiamo noi giovani? Quello delle tasse? Quello del debito pubblico? 

L’efficacia della manovra sarà pur di competenza degli esperti di settore, ma verificando i dati di Bankitalia rileviamo che il debito pubblico è alle stelle poiché ad aprile ha fatto segnare un nuovo record: 1.948,584 miliardi di euro, in aumento rispetto al record storico toccato a marzo (1.946 miliardi). E' quanto risulta dal Supplemento al Bollettino statistico della Banca d'Italia dedicato alla Finanza pubblica. 

Sono i giovani a pagare il prezzo più caro della crisi. In quattro anni il tasso di disoccupazione nella fascia tra 15 e 24 anni è aumentato del 7,8%, salendo dal 21,3 al 29,1% dal 2008 al 2011. Lo confermano le tabelle dell'Istat, contenute nel rapporto 2012. Il dato è ulteriormente peggiorato nel 2012, salendo -nel primo trimestre - al 35,9%. (da: Il Sole 24 Ore del 10-6-2012)

Considerando che l’IMU, pur avendo natura patrimoniale, è assimilata alle imposte dirette voglio ricordare come Arthur Laffer nel 1980 impiegò una curva a campana che mette in relazione le imposte sull’asse delle ascisse, con le entrate fiscali sull’asse delle ordinate per convincere l’allora candidato alle Presidenziali Ronald Reagan a diminuire le imposte dirette.

Nella curva di Laffer, se ci si sposta a destra, all’aumentare delle imposte dirette, il gettito dapprima cresce, raggiunge poi un punto di massimo globale e inizia successivamente a decrescere a causa, principalmente, di tre fenomeni: evasione, elusione, sottrazione.

La teoria ci permette di comprendere che una situazione di reddito elevato e imposizione fiscale bassa permette di ottenere lo stesso gettito di una situazione di reddito basso con imposizione alta. Se il gettito perseguibile è lo stesso, occorre scegliere la soluzione che crea meno danni ed effetti distorsivi sulle attività di famiglie e imprese.

In qualità di Consigliere di questo Comune, io quest’oggi non posso richiamare alla disobbedienza fiscale, per buonsenso e per altri due motivi, ribadisco però che l’IMU nella sua forma attuale va riformulata e ripensata dal Governo perché non tiene assolutamente conto dell’incidenza negativa sui bilanci già precari di famiglie e imprese. 

Perché non posso, quindi, richiamare alla disobbedienza fiscale? 
  • In primis, poiché non voglio che i cittadini incorrano in sanzioni, 
  • In secundis, ma non meno importante, perché a causa dei tagli da parte del Governo agli Enti Locali ci ritroviamo, come Comune, a dover prestare o cedere al cittadino gli stessi servizi, avendo, però, meno disponibilità economiche.
Pur essendo, il nostro, un Comune virtuoso, grazie all’oculata gestione di questa amministrazione, i tagli effettuati da parte del Governo centrale ci tolgono qualsiasi alternativa.

L’IMU rappresenta una fonte di approvvigionamento importante per la nostra città: mi trovo dunque costretto, mio malgrado, a dover approvare questo regolamento.

La ratio tenuta è stata quella di applicare l’aliquota base della rata sulla Ia casa.
Quando si è condannati al patibolo si ha diritto ad un ultimo desiderio: se non si può chiedere di esser risparmiati, si chiede, allora, di provare il minor dolore possibile.

Approverò questo regolamento, perché non posso fare altrimenti, riconoscendo nel 4‰ il minor dolore possibile, mentre lo Stato ci sta uccidendo.

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Omaggio a Jean Servato e Idro Grignolio